20000925 - 25 settembre

Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

L’educazione che salva il pianeta

L’istruzione odierna mira a far crescere in intelligenza,
ma senza un briciolo di virtù e di carattere.
A che serve tutta quella specializzazione e quella gran cultura
se manca il carattere? Che valore avrà?

Divinità dei Cinque Elementi

Incarnazioni dell’amore,
gli Indiani a quest’immenso Universo con tutta la sua varietà di creature viventi e inerti hanno dato il nome di prapañcha, cioè “composto fenomenico dei Cinque Elementi”, in cui trovano espressione i cinque sensi: udito (suono), tatto (aria), vista (forma), gusto (sapore), olfatto (odore). La purezza dei cinque sensi fornisce il giusto modo d’intendere il mondo.

Il popolo indiano, considerando i cinque elementi primordiali della Natura come manifestazioni del Divino dedicano loro un culto. Il primo di essi è la Madre Terra, o Bhûdevi; poi c’è l’Acqua che, dal fiume Gange, prende il nome di Gangadevi. Il terzo elemento divino è il Fuoco, Agnideva, seguito dal Vento, Vayudeva. Infine, c’è il Suono divino, il Suono Primordiale o Shabdabrahman, (il Verbo di Dio, NdT).

Gli studenti d’oggi non sembrano fare uno sforzo per capire la santità e l’importanza dei cinque elementi, né sembra che gl’insegnanti si adoperino per dare spiegazioni esaurienti. Gli studenti si barricano entro le quattro mura del nozionismo appreso dai testi; non mi pare che si diano una gran pena per comprendere la grandezza e la sacralità dei cinque elementi, che invece gli insegnanti dell’antichità avevano a cuore di trasmettere in maniera che fossero capite appieno.

L’istruzione intesa nel senso
di vera educazione
lascia nei soggetti delle virtù,
una buona razionalità, verità,
devozione, disciplina e senso del dovere.

Scopo primario dell’educazione

Poiché l’istruzione odierna non trasmette i valori spirituali dell’educazione, valorizzando esclusivamente i contenuti del sapere, ci troviamo oggi di fronte all’inquinamento generale dei cinque elementi. La Terra è stata dissacrata, l’Acqua è impura, tutti gli elementi della Natura sono stati impoveriti del loro prâna, portando così la gente ad un’esistenza insicura e a incubi di morte.

Meta degli studenti non dovrebbe essere il mero accumulo di nozioni prese dai libri di testo, bensì un tipo di condotta e di comportamento atto a salvaguardare la qualità degli elementi. È l’obiettivo principale dell’educazione. Non serve a niente avere tanto ingegno in una materia per dimostrarlo con una laurea. A ciascuno studente compete il dovere di adoprarsi in ogni modo per mantenere puri i cinque elementi; ed è questo l’autentico valore che la scuola dovrebbe trasmettere. Ecco la sequenza dei valori educativi:

L’educazione è per la vita,
la vita è per l’amore,
l’amore è per l’uomo,
l’uomo è per la spiritualità,
la spiritualità è per la scienza,
la scienza è per i sensi.

La scienza dovrebbe proporsi di mantenere in efficienza i sensi e rendere felici coloro che la conoscono. Una nazione ha pace quando il suo popolo è felice. Il viaggio ha inizio dunque partendo dal valore della pace.

Importanza delle virtù

Le finalità, per le quali gli studenti d’oggi acquisiscono titoli di studio, sono egoistiche, basate su interessi e attività personali, dove ciò che è importante sono i soldi e ogni sforzo è teso ad accumulare ricchezza. Ma

I soldi vengono e vanno,
la moralità viene e cresce.

Lo studente deve quindi consacrare i cinque elementi destinandoli al loro uso appropriato, che è quello di coltivare le virtù. Oggi invece si serve dell’istruzione per accumulare del sapere, e cioè per rafforzare l’intelletto, la razionalità; ma quello studio è avulso dalla pratica. L’intelligenza diventa ben più vasta quand’è sostenuta dall’abile esperienza. Ma, anziché accendere in sé un’intelligenza pratica, la spengono. Per questo l’energia psichica, il potere della mente sparisce (Swami suggerisce al traduttore A. Kumar una correzione: Non “sparisce”, ma “è venuto meno”); è completamente svanito. E ciò significa che si è ridotta la sua capacità intuitiva.

I ragazzi e le ragazze si fanno condizionare da atteggiamenti esteriori, trascinati da considerazioni superficiali. Quanto durerà? La prima cosa di cui aver cura, dunque, è la conoscenza pratica e, da quella base si potrà dare sviluppo ed espressione al potere latente della mente. Solo così ci può essere un perfetto equilibrio nella vita umana; cosa che invece manca all’uomo odierno, il quale ha totalmente perduto il senso dell’“umanità”. Un perfetto equilibrio nella conoscenza dà incremento ai valori umani.

Equilibrio della Natura

Manca oggi il senso di equilibrio economico (Swami corregge Kumar) …ecologico. Oggi è andato perso l’equilibrio ecologico e, con esso, anche il senso umano è in rapido declino. Vi chiederete come. È l’egoismo che spinge l’uomo a rubare, defraudare tutti i poteri insiti nel mondo, nella Natura, generando squilibrio. L’uomo estrae dal sottosuolo petrolio, ferro, minerali e prodotti vari, esaurendone tutte le risorse. Da un simile impoverimento della terra, si vede un po’ dappertutto il verificarsi di numerosi terremoti, disastri, frequenti inondazioni, tutte sciagure che abbassano il livello umano. È un dovere dell’uomo moderno proteggere gli equilibri naturali, poiché, quand’è salvo l’equilibrio della Natura, l’uomo può dedicarsi alla propria salvezza. L’equilibrio è necessario alla Natura quanto lo è per la scienza dell’uomo. Purtroppo, però, oggi si vive in uno stato di totale instabilità ecologica.

Una nuova e più efficace scienza

Come se non bastasse, perfino l’ecosistema marino, dove fauna e flora ogni giorno subiscono una massiccia distruzione, è gravemente compromesso dai danni provocati dalla scienza. Certamente, è necessario che la scienza faccia i suoi progressi, ma noi abbiamo bisogno di una scienza che rispetti e soccorra su ogni fronte il mondo.

La scienza dovrebbe rendere la vita più agevole; in realtà, i suoi sforzi non tendono a questo fine, poiché non c’è attività che sia scevra da egoismo. In qualunque cosa si faccia, c’è sempre sotto un ego che la vuole. Che sarà della vostra vita futura? Che tipo di benessere si sta preparando alle generazioni avvenire? Non si pensa minimamente a ciò!

Quindi, gli studenti d’oggi, accanto alle conoscenze che apprendono devono adoperarsi in ogni modo per salvare gli equilibri della Natura, nel sacro rispetto dei suoi cinque elementi.

Il primo di essi è l’acqua: mantenetela pura. Voi la state inquinando; così, consumate acqua e cibi contaminati. Lo stesso dicasi dell’aria che respiriamo. Insomma, tutti e cinque gli elementi della Natura sono inquinati.

Esser puliti è da Dio

Gli studenti allora siano determinati nel non volere che si continui ad inquinare e procurino di salvaguardare la sacralità del loro ambiente, mantenendolo lindo.

Cleanliness is Godliness
La pulizia è divina

È necessario mantenersi puliti, ed ogni lavoro intrapreso dev’essere compiuto nella pulizia e alla perfezione. Gli studenti d’oggi non hanno la minima idea di che cosa significhino pulizia e purezza. I sentimenti stessi e tutte le azioni devono essere puri. Tutte le risorse del pianeta Terra sono ormai state dissacrate; è ovvio che ne pagheremo le conseguenze.

Quello che gli studenti dovrebbero cercare di fare oggigiorno è recuperare la sacralità dei cinque elementi, restituendo la purezza originale ai cinque prâna (pañchaprâna), (da cui sono vivificati gli elementi).

Come si santificano i Cinque Elementi

Si comincia prima di tutto dalla propria famiglia, dalla scuola, dai compagni e dai fratelli, mantenendo ogni rapporto con parole buone, discorsi edificanti e sentimenti puri.

Secondo l’antica tradizione vedica, in India si è sempre insegnato a dire la verità e a comportarsi rettamente: Satyam vada, dharmam chara. Nella vita bisogna sempre dire la verità, bisogna che la verità sia diffusa dovunque, al punto da respirarla insieme con l’aria. Se davvero respirassimo la verità ed essa occupasse ogni anfratto della nostra esistenza, tutto acquisterebbe veridicità.

A tutti dobbiamo dare amore. Îshvara sarva bhûtanam: “Dio si trova in tutte le creature”. Dio è presente in tutti. C’è anche un altro nome per definire Dio: Vishvamu, “Universo”. È una parola fatta di tre sillabe: vi + shva + mu. Dio, nella Sua forma cosmica, si diffonde in ogni punto dell’Universo e lo mantiene. Ecco perché dobbiamo usargli il massimo rispetto, perfezionando le nostre migliori capacità.

A che serve un’istruzione che porta alla razionalità senza logica e ad abilità senza discernimento? Per qual fine studiate? La scuola odierna non merita affatto d’esser chiamata educazione. Vera educazione è l’istruzione che prepara gente buona per la nazione, per la comunità. Sono i buoni che dobbiamo aver cari; sono loro che dobbiamo tenerci vicini.

Incarnazioni dell’amore, le istituzioni scolastiche moderne sono state molto cambiate nei loro programmi, e tuttavia nessuno dei cambiamenti necessari al mondo d’oggi è stato attuato, non si vedono risultati tangibili. Le trasformazioni radicali avvengono mediante il cambiamento di mentalità. Il mondo cambierà solo quando la mente dell’uomo sarà cambiata, giacché il Cosmo dipende dalla mente; nella mente dell’uomo c’è l’Universo intero. Mano mûlam idam jagat: “La mente costituisce il fondamento dell’Universo intero”.

Scuola ed esperienza pratica

L’esperienza va protetta, sostenuta; la conoscenza stessa deve farsi esperienza; è nella perizia che il vivere trova gioia. Ma sia gli studenti sia gl’insegnanti non la vogliono capire. Chi ne ha colpa? I genitori? i docenti? i capi di governo? i politici? In realtà, ne hanno colpa tutti, perché gli studenti sono fatti di pasta tenera e hanno cuori e menti pure.

Insegnare la verità

Tocca innanzi tutto ai genitori insegnar loro, nell’ambito familiare, che cos’è la verità, il dharma, la giustizia, l’amore: tutti questi valori dovrebbero essere insegnati ai figli. Ma i genitori sono i primi a non insegnar loro a dire la verità. Sono loro che insegnano a mentire, facendosi per esempio, negare al telefono. “Digli che non ci sono”, dicono al figlio, e il bambino impara a dir bugie e cresce, matura e invecchia nella menzogna.

Non dite mai falsità, in qualsiasi situazione vi troviate; non ci sia mai un solo istante in cui siete ingiusti verso altri. Ci sono solo due cose che i figli debbono apprendere:

Help ever, hurt never.
Sempre aiutare, mai far del male.

Il vostro progresso dipenderà dall’attuazione pratica di questi due consigli.

Tra i ragazzi d’oggi manca l’unione. Ciò è dovuto a carenza d’amore. L’amore è il vero soffio vitale, l’autentico prâna, e nei cinque elementi ci sono i cinque valori della verità, rettitudine, pace, amore e non-violenza.

Più d’una volta ve lo rammento. La verità è l’elettricità che attraversa il filo della rettitudine per arrivare dentro la lampadina della pace e accendere la luce dell’amore.

Per avere sempre più amore, occorre incominciare dai primi due valori: la verità e la rettitudine. Satyam bruyât priyam bruyât na bruyât satyamapriyam: “Dite il vero, ma ditelo affabilmente. Non dite delle verità che causino dolore”. Dalle Scritture viene l’esortazione a non dire mai menzogne, a dir sempre la verità e a non dire mai verità che provochino danni o sofferenze.

“Di’ la verità” (satyam bruyât) è un valore etico; “Di’ verità in modo affabile” (priyam bruyât) è un valore dharmico; “Non dire verità che diano dispiaceri” (na bruyât satyam apriyam) è la parte spirituale.

Col denaro non si compra la felicità

Attualmente si sta dimenticando la dimensione spirituale e sono soprattutto persone molto erudite o molto ricche a non prestare alcun interesse ai valori spirituali. A loro basta avere denaro. Soldi, soldi, soldi! Credono che i soldi siano tutto, ma non faranno mai la loro felicità. Ciò di cui si ha veramente bisogno è la devozione a Dio. La perversione dei valori che si riscontra oggi nel mondo e che distruggono la nazione è causata dalla mancanza di devozione.

I cinque elementi – terra, acqua, fuoco, aria e spazio eterico – sono cinque manifestazioni del Divino, sono divini nella loro essenza; ma non ci si pensa. Si crede di far a meno del fuoco pensando che basti avere l’elettricità; ma non è forse fuoco l’elettricità? Si pensa che non serva l’acqua dal momento che il frigo è pieno di bibite dolci e gelate; ma non sono forse tutte a base d’acqua? Verità e giustizia sono importanti quanto il respiro, ma oggi si vorrebbe farne a meno e condurre una vita umana.

Chi è un essere umano? Uno che ha un aspetto d’uomo? No, no. A che serve avere un corpo se insieme ad esso non c’è l’intelligenza che lo rende sacro? L’aspetto importante che rende sacro un corpo è l’amore. Ecco perché un essere umano non è semplicemente un ammasso di carne ed ossa. Ecco perché bisogna crescere nell’amore e nella devozione al Signore; cosa che il mondo odierno non fa.

La gente non fa che pensare al denaro, ai soldi, sempre e solo ai soldi! Ma che cosa pensate di ottenere coi soldi? Coi soldi, infatti, arrivano i pericoli. Beninteso, per un certo verso i soldi servono, ma quando son troppi costituiscono un pericolo. Se voi riponeste il vostro amore in Dio, il denaro vi seguirebbe automaticamente. L’uomo è disposto a sacrificare la sua vita per un po’ di soldi, e non un solo istante per il Signore. Neppure un minuto si vuole spendere per compiere attività sacre.

Spreco di tempo

Il tempo è Dio, e lo si spreca. Dio ha dato all’uomo ventiquattr’ore al giorno, ma questi dedica almeno cinque minuti per delle attività sacre? No! In tutte le ventiquattr’ore, per tutto il tempo, non si pensa ad altro che agli affari del mondo, alle notizie dei giornali, a quello che viene trasmesso in tv, a quello che ha detto questi o quello. E così si spreca tempo.

Lo spreco di tempo è spreco di vita.

Il tempo è Dio.

Si getta via il tempo, sacro a Dio. Potresti essere famoso per le tue ricchezze; potresti essere un ricco sfondato, ma, se non hai carattere, chi sei alla fine se non un inutile uomo?

Non mirate ad avere una reputazione del genere; cercate di ottenere un’ottima fama. Il denaro è necessario, ma in che misura? Quando lasceremo questo mondo, porteremo via anche una sola manciata di sabbia? Il conto corrente bancario resterà nella banca, mentre il corpo se ne va a mani vuote.

Non è certo il corpo che ha importanza, bensì la virtù. A che serve un fisico privo di virtù morali? Durante la vita bisogna dare sviluppo alle qualità eccelse. Questa è educazione vera. Questa è l’istruzione che vi tiene lontani dalla sporcizia e può ripulire il pianeta dall’inquinamento. Non bastano le lauree. Tuttavia, se volete davvero che i vostri titoli di studio abbiano valore, mentre provvedete ad ottenerli, abbiate cura di non ricevere delle note.

Nutrire il senso del Divino

Incarnazioni dell’amore, giovani, ragazzi e adulti; poiché siete nati come esseri umani, dovete nutrire e preservare il senso della divinità. Un’esistenza senza il Divino è vana. Se volete condurre un’esistenza confortevole, dovrete in fin dei conti pur dipendere da qualcuno. Invece di dipendere da altri, dipendete dall’Onnipotente, vivendo una vita divina. Voi non siete dei semplici esseri umani; voi siete Dio.

Îshvara sarva bhûtanam: “Dio è in tutte le creature”. Se in tutti gli esseri è presente il Divino, perché vi considerate dei semplici esseri umani? Tu non sei un uomo; sei Dio! Non siete dei semplici uomini, ma siete Dio! Abbiate piena fede in questa verità, e seguite la condotta che ci si aspetterebbe da un dio. Dovreste condividere amore con tutti. Questa è la vera scuola. Comunemente, per istruzione s’intende imparare a leggere, scrivere e far di conto. Ma non è sufficiente.

Non vorrete farmi credere che
per essere istruiti basti
saper leggere e scrivere, o avere un diploma?
Potete definire colta una persona
che non conosce le verità eterne?
Se si crede che la scuola serva solo
per mantenersi, non fanno lo stesso
anche gli uccelli e le belve feroci?

Il vero obiettivo della scuola consiste nell’educare a crescere santamente; leggere e scrivere è per il mondo, è cultura profana, è un’educazione al “questo qui”. Il “questo” va e viene, va e viene, mentre la conoscenza del Sé (Quello) è devozione. Se manca l’amore verso Dio, tutta la scienza è vana.

La vita umana si ottiene dopo numerose nascite passate in cui si sono acquisiti buoni meriti. A che son servite? Si dice “Ho sessanta, settanta, novant’anni”, ma che cosa avete raggiunto in tutti quegli anni? Dalla nascita fino alla morte, non fate che pensare ai soldi. Non siete nati per quello scopo; il fine della vostra vita è raggiungere la santità del nome che portate: puro e ideale essere umano. E invece non avete alcun ideale nella vita all’infuori del guadagnar soldi, e sempre di più. È l’ideale moderno! Ma è un ideale quello? No di certo! I soldi sono aleatori e fanno fare molti errori. Non confidiamo esclusivamente nel loro sostegno. Fate che la vostra mente sia pura.

Immortalità

Studenti, accanto ai vostri studi dovreste coltivare questi due valori: la verità e la rettitudine. Avrete certo incontrato nello studio della Storia molti re e imperatori vissuti in epoche passate. Dove sono ora? Che fine hanno fatto i loro orgogliosi e lussureggianti regni? La loro felicità fu passeggera come le ragioni che la suscitarono. La vita che conducete voi deve portarvi all’immortalità. Perché studiate se alla fine vi aspetta la morte?

Lo stolto, nonostante lo studio e l’intelligenza,
non conosce il suo vero Sé e il mentecatto, anche se è colto,
non rinuncia mai alle sue meschinità.
L’istruzione del giorno d’oggi porta alla speculazione,
non alla sapienza.
Quel sapere non è che fisico, terreno, profano,
effimero e transeunte;
non può condurre alla piena conoscenza, che è saggezza.
A che serve la scienza del mondo se poi si va alla morte
senza aver raggiunto l’immortalità?
Acquisite la conoscenza che vi fa essere immortali.

Vera istruzione è quella che dà immortalità e ci protegge indipendentemente dal luogo ove ci troviamo. Se dall’India andate in America e, pur sprovvisti di denaro, siete però dotati di buone virtù, troverete molti amici perfino in una terra così lontana. Ma, se non c’è amicizia… (Swami si corregge) anzi, se non avete amore, potete girare il mondo e ogni vostro sforzo sarà vano. Siate fondamentalmente buoni; coltivate le virtù, sviluppando i cinque valori umani: verità, rettitudine, pace, amore e non-violenza. Senza valori umani, come potete considerarvi uomini? Con la nascita avete avuto dei valori che non si possono ricavare dallo studio, bensì dallo sforzo personale.

Mai, in nessun momento, veniamo meno dal sostenere la verità. Qualsiasi difficoltà si dovesse presentare nella vita, non dobbiamo mai abbandonare il dharma, la retta via. Con una simile determinazione riuscireste a edificare un mondo ideale. Voi dunque dovreste proporvi come ideali al mondo. Di quale tipo d’ideale si parla? Colui che mantiene alti i valori della verità e della rettitudine e sperimenta di persona l’amore certamente sarà un ideale per il mondo.

Incarnazioni dell’amore, la vita sia per ogni singolo uomo un’esistenza immersa nella verità, poiché tutto ciò che esiste ha origine dalla Verità.

Tutto emerge dalla Verità.
La Creazione intera alla fine s’immergerà nella Verità.
C’è forse un luogo che possa sottrarsi alla Verità?
Questo è il puro, non duale e incontaminato principio della Verità.

Tre “P”

Se si vuol vivere in pace, bisogna condurre una vita di verità. Sul principio ci potrebbero essere delle seccature. Chi si attiene al dharma ha a che fare con difficoltà; ma bisogna resistere, affrontare le sfide e andare avanti senza timore. Occorre un carattere forte. Ci sono tre virtù importanti, tre “P”: purezza, pazienza e perseveranza. Neanche una se ne vede nell’uomo d’oggi.

Dove trovare una persona paziente? Non la troverete nemmeno col lanternino. Troverete invece dei pazienti (risate). Perciò, dovete guadagnarvi la pace, sostenendo la verità e crescendo in purezza. Voi siete testimoni della vostra mente; sapete se essa è pura o no, e la risposta vi è chiara dentro di voi. Che divertimento c’è nel dire a sé stessi “Io sono puro, sono santo”, quando ciò non è vero? Non è qualcosa che si possa dire di sé; sono tutti gli altri che dovrebbero dirlo.

Meno desideri

Incarnazioni dell’amore, due cose sono importanti soprattutto: la verità e l’amore. Una volta che ci sono questi due valori, verranno di seguito anche la rettitudine e la pace. Non abbiate troppi desideri; non eccedete nelle voglie.

Minor bagaglio,
fa il viaggio più comodo e più piacevole.

Ponete un tetto ai vostri desideri e starete in pace. Se volete un esempio vivente, prendete Me: Io vi offro il miglior ideale, perché non voglio nulla, non desidero assolutamente nulla. Voi tutti lo sapete: qui a Puttaparthi è stato edificato un grande ospedale, ci sono molti istituti scolastici e universitari, e ve ne saranno ancora di più. Quando si vara un progetto con dei buoni sentimenti e con amore, tutto migliora e si espande. Io non ho desideri. Mai.

Ne ho uno solo: che tutti siano virtuosi, esemplari, veritieri, santi nella vita, vissuta da veri esseri umani. Per essere degli umani non è sufficiente avere un corpo umano: Io desidero che siate degli esseri umani nel senso sacro della parola.

I nostri bhajan terminano con la strofa Lokâssamastâh sukhino bhavantu, “Possa il mondo intero essere in pace”. Tutti devono essere felici. Dopo tutto, che gusto c’è nell’esser felici se gli altri non lo sono? Perché ci sia felicità e pace, occorre seguire la verità e la rettitudine.

La pratica prima di tutto

C’è tanta gente che parla dei valori come la verità, il dharma, la pace e l’amore, ma chi di loro li mette in pratica? Vero uomo è colui che mette in pratica quei valori. Senza la pratica, le prediche non servono. Se almeno uno su cento facesse ciò che dice, basterebbe.

Gli scolari d’oggi sono sensibili, hanno sentimenti puri, cuori teneri e non hanno interessi egoistici. È in questi bambini che bisogna seminare subito i valori umani, in modo che, dalle pianticelle che sono, crescano in quei valori e divengano alberi giganteschi, capaci di portare sollievo e progresso alla nazione. Gli anziani hanno già passato il loro turno.

Parti presto, guida piano
e arriverai sano.

I giovani conoscono questo detto. Bisogna incominciare presto, dai bambini ad insegnare le buone qualità. Questa è la finalità che dovrebbe indurre a iniziare con questo proposito dalle scuole elementari, poiché gli alunni che ne saranno formati saranno i futuri leader della nazione. Quale miglior risultato potrebbe esservi se tutti collaborassero a questo progetto, i genitori a casa, gl’insegnanti a scuola e gli amici nel circondario?

“Fuggi le cattive compagnie, unisciti a quelle buone, datti giorno e notte ad azioni rette”, ci esortano le Scritture. Stai con gente buona, poiché, come dice l’andante, “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Se stai con gente cattiva, diverrai anche tu cattivo. Sta’ alla larga dai malvagi, ma se ti capitasse di avvicinarli, tu comportati come devi. Vedendo il tuo comportamento, potrebbero anche convertirsi e migliorare.

Incarnazioni dell’amore, la cosa più indispensabile al genere umano è l’amore: non esiste verità più nobile di questa, né c’è qualcosa che la oltrepassi. Verità è sinonimo di amore; entrambi vanno insieme. La differenza è solo lessicale.

Sacre membra

A prescindere dalla nazione, dall’età, dalla cultura, dalla ricchezza o povertà, dovreste attenervi per prima cosa alla verità e al dharma. La lingua è stata data proprio perché si dica sempre la verità; Dio ci ha dotati di mani perché fossero usate per far della beneficenza e di orecchie perché ascoltassimo argomenti santi. In questo sta la santità dei sensi, il cui scopo è quello di mantenere puri e sacri i cinque elementi, finalità che ci ha spinti a organizzare questa Conferenza odierna.

Progressi dell’Organizzazione Sai

Jumsai (Dr. Art-ong) sta facendo un gran lavoro nel campo dei Valori Umani; non c’è un solo uomo che sappia fare altrettanto, ma tutti gli si dovrebbero aggregare. Un solo filo non fa una stoffa, ma molti fili fanno un tessuto. Se sarete uniti nel lavoro, potrete ottenere qualsiasi risultato.

Questa stoffa è forte perché composta di molti fili; ma gli stessi fili, presi uno per uno, si possono rompere con un dito. L’unione è basilare ai fini del progresso della nostra organizzazione. Potranno esserci degli sbagli, ma noi li correggeremo. Abbiamo bisogno di buona pratica, buoni pensieri, buoni sentimenti; con questi ideali possiamo allargare le nostre istituzioni e organizzare più seminari.

Ma non basta inaugurare un’istituzione; è necessario che i bambini siano cresciuti nella maniera giusta, con cura e sollecitudine amorosa. Non siamo troppo severi con loro; non usiamo metodi aggressivi.

Non potete sempre far gentilezze,
ma potete parlar sempre con gentilezza.

Parlate soavemente ai bambini, con dolcezza. I maestri dovrebbero sempre usare parole amabili e tenere con loro. I bimbi si sentiranno incoraggiati.

Jumsai lo fa continuamente, il suo metodo segue questa direzione. Nei prossimi tre o quattro giorni, ci sarà molto da imparare; niente dovrà sfuggire, anche la più piccola cosa dovrà essere insegnata nel migliore dei modi. I bambini seguiranno con entusiasmo quegli insegnamenti.

Com’è impostata la scuola? L’insegnante scrive alla lavagna una formula matematica e gli alunni la copiano; oppure aprono il libro di fisica o di chimica se vogliono sapere qualcosa di quelle materie. Ma è quando vanno al laboratorio per fare gli esperimenti che apprendono veramente.

I valori umani, però, non sono la stessa cosa: non si apprendono dai libri, né dagli insegnanti. Un professore di educazione fisica insegna gli esercizi, dando prima la dimostrazione di come si eseguono e poi facendoli eseguire: “Uno, due! Uno, due!…” Lo stesso dovrebbero fare gli adulti nel campo dei valori umani: prima imparare a praticarli, poi darne l’esempio con delle istruzioni. I bambini impareranno molto, perché sono genuini; e quei bambini un giorno faranno il progresso della nazione, e non solo della nostra, ma di tutte.

In verità, oggi non s’insegna in questo modo; non c’è nessuno che lo dimostri. Mancano persone esemplari, non ci sono ideali da imitare. Questa è la situazione che si sta verificando!

Qualità non quantità

Incarnazioni dell’amore, potete essere abbastanza ricchi e colti, ma non sarete apprezzati per la vostra posizione ed influenza. Fino a che punto potrete usare il vostro denaro? Fin quando vi saranno utili la vostra cultura e la vostra intelligenza? Che fate per servirvi nella giusta maniera delle vostre conoscenze? Quello è importante per voi: la misura.

Io voglio la qualità, non la quantità. Se è sufficiente un cucchiaino di latte di vacca, perché procurarsi dei barili di latte d’asina? A che serve tutto il vostro sapere se non avete l’esperienza pratica? Mettete in pratica, date una dimostrazione e allora sarete grandi, ricchi, davvero colti ed “educati”. Sarete rispettati per la vostra cultura e per la vostra ricchezza quando metterete in pratica i valori.

I soldi oggi ci sono, domani non ci sono più. Sono come nuvole passeggere. L’amore invece, quando c’è, non fa che crescere. Dobbiamo averne sempre di più se vogliamo essere veri esseri umani. Attirerete sempre più gente a voi se avrete amore; ma, dove non c’è amore, si crea il vuoto intorno.

Vi porto un piccolo esempio: Io non ho che amore in Me, ed è per questo che molta gente viene qui. Qualcuno ha ricevuto forse un invito? Nessuno! È l’amore che vi porto ad attrarvi tutti. Abbiate ed accrescete quest’amore. Una volta che avete questo amore, otterrete ogni cosa.

Ci avete messo tre o quattro giorni per arrivar sin qui. Avete bisogno di ottenere delle risposte alle vostre domande. Ottenendo delle risposte, sicuramente migliorerete. Fate sì che questa conferenza sia la migliore, fra le tante a cui partecipate fuori. In tutte quelle conferenze però nessuno riesce mai a capire che cosa si sia trattato o deciso. La nostra conferenza non dev’essere come quelle; qui si dovrebbero impartire insegnamenti che riguardano la mente e l’intelletto. È una vera conferenza, dove tutti devono stare uniti, sviluppare amore e parteciparlo, parlando di verità. Mantenetevi sulla via concreta della rettitudine, portate questa santità nella vostra vita pratica. Questa è la vera vita, dov’è di casa la liberazione, la redenzione.

Incarnazioni dell’amore, siete convenuti qui da posti assai lontani, spendendo un mucchio di soldi. Fate almeno in modo che ne sia valsa la pena e che, per tanto disturbo che vi siete preso, impariate qualcosa che vi fa riportare a casa ogni bene e santità.

Quando vi recate in un negozio per comprare un fazzoletto, dovete pagarne il prezzo, altrimenti non avete ciò che volete. Lo stesso vale per voi qui riuniti: se condividete questo sacro amore, ne riceverete in cambio.

Bisogna comprendere l’autentica essenza e il significato dei valori umani. Verità non significa fare una relazione di ciò che si è fatto o udito; verità è ciò che rimane inalterato nelle tre dimensioni del tempo: Trikâla bâdhyam satyam. Questa è la verità che dobbiamo dire.

Il dharma, la rettitudine va messa in pratica. Che cos’è il dharma? È la nostra vera natura. Ciò che brucia lo chiamate fuoco, e se non brucia, non è fuoco, ma semplice carbone. Finché nell’uomo c’è la qualità del dharma, risplende l’umanità. Se vogliamo dunque che in noi brilli umanità, dobbiamo sviluppare amore e seguire la verità.

“Io sono pronto. Servitevi”

Il giorno in cui dovrete tirare le somme, avrete forse molti dubbi ancora aperti. Ebbene, Io sono pronto, sono a vostra disposizione: usateMi, servitevi, approfittatene pienamente. Beneficiate della Divina Presenza e, in compenso, starete bene. Io sono pronto a qualsiasi cosa, sono sempre pronto e disponibile. Chiedete e, sciogliendo i vostri dubbi, siate felici; sperimentate la Mia gioia.

Io sono pronto. Non esitate, non dubitate mai. Io sono vostro e voi siete Miei, perché voi ed Io siamo l’unica e medesima cosa. Voi ed Io siamo Uno, non siamo separati.

Molti dicono “Grazie, grazie!” È una parola che non va bene, perché in quel modo vi rivolgete ad una terza persona; ma Io non sono una terza persona; sono, tra voi ed Io, la seconda. Perché dunque dite “Grazie!”; sarebbe come se continuaste a ringraziare vostra madre: “Mamma, grazie per tutto il cibo che mi prepari”. Fate così voi? No, perché fa parte dei doveri di una madre servire i propri figli. Non c’è bisogno di ringraziarla. Così, anch’Io ho il Mio dovere, e voi non dovete dirmi “Grazie” (applausi). Anzi, voi avete tutti i diritti, ripeto, tutti i diritti di chiedere. A voi il diritto di chiedere, a Me la responsabilità di dare! E, quando diritto e dovere vanno d’accordo, voi siete felici.

(Swami chiede ai vicini) Dov’è Jumsai? Jumsai!Ditegli se vuol dire che programma si prevede domani; Io mi regolo di conseguenza. Una volta che saprò quali siano i vostri programmi di domani, dedicherò del tempo per rispondere alle vostre domande in modo esauriente.

(Art-ong Jumsai annuncia gli orari per l’indomani; Swami lo interrompe) Non solo domande, anche i vostri dubbi. (Poi dice ad A. Kumar accanto) Dillo solo tu: domani a che ora?

Prashânti Nilayam, 25 Settembre 2000.

Giornata di apertura del Seminario con tema: “Consolidamento del Programma di Educazione ai Valori Umani”

Versione integrale.